Per arrivare al supermercato Extra si attraversa un ponticello, chiamato Elsensteg, sul canale. Se al ritorno le borse non pesano troppo o se all’andata non si ha troppa fretta e non si è pensierosi, ci si ferma e si guarda l’acqua che scorre. Si possono vedere cigni, anatre, un pescatore, un battello di pensionati e d’inverno il ghiaccio ricoperto di cose gettate dal ponte e i cigni seduti al freddo. Una volta, guardando in alto, ho visto due cigni volare: non sapevo che potessero farlo, pensavo fossero come i pinguini.

 

All’Extra è molto diffusa l’abitudine di abbandonare la merce indesiderata sullo scaffale sbagliato, il primo che capita. Ho visto uno yogurt tra shampoo e bagnoschiuma, un cartoccio di affettato nel reparto cartoleria, tre banane su rotoli di carta igienica, una bottiglia di vino rosso tra i prodotti per diabetici, un barattolo di fagioli affondato nel banco surgelati in bilico sul pesce impanato.

 

Oggi finalmente, dopo mesi di tentennamenti, mi sono fatto coraggio e ho comperato un etto di Pastete Billy. È una specie di wurstel gigante da affettare composto da un impasto di carne di colori diversi a forma di faccia di cagnolino. Più o meno così:

 

 

Ale

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