Yoshi se lo chiede qui, io, del mio, ve ne parlo ora.


1. Ad alcuni non-veneti il mio cognome può suonare come un cognome veneto: errore! [al liceo avevo una bastarda professoressa di matematica che lo rendeva più locale pronunciando la Z come una S sorda]. Questo cognome ce l’hanno una trentina di famiglie in tutta Italia, ma siamo tutti parenti e siamo concentrati tra Treviso e Padova.


2. Diversi anni fa si laurea un cugino di mio padre e apre il suo studio di dentista. Alla sua laurea incorniciata vuole accostare l’albero genealogico [chissà cosa si aspettava]. Va dal prete e gli chiede di sfogliare il registro delle unioni, dei battesimi e delle altre amenità ecclesiastiche. Il prete sfoglia e poi, con un po’ di imbarazzo dichiara che il nonno del nonno di mio padre era un accattone vagabondo. Nessun’altra notizia su di lui. Il cugino di mio padre rinuncia ad esporre l’albero genealogico.


3. Alcuni anni fa mi trovavo a Debrecen in Ungheria, vicino al confine rumeno, in un paesello che era un enclave rumena, nel cimitero noto cognomi uguali al mio. Mi viene spiegato che quel cognome designa i discendenti dei Mongoli che ai tempi di Gengis Khan arrivarono in Europa con quell’ondata barbarica chiamata Orda d’oro.



Qui sopra alcuni miei parenti alla lontana scrivono una lettera al sultano turco spassandosela un mondo. Dipinto di Ilja Repin.


Lupo

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