Und eins. Il corso di danza continua. Ogni lunedì alle 20.00. Si imparano coreografie sempre più articolate e passi sempre più innaturali. Ieri durante la pausa tra la “Gavotte du Roy” e “Newcastle” ci abbuffavamo di prugne che il maestro ci ha portato dal suo giardino e parlavamo del prossimo workshop finesettimanale: “La Sarabande pour femme seul”. Coreografia di R. A. Feuillet. Parigi, 1700. Ci spiega che si tratta di una delle prime danze pensate per le donne. “Prima ballavano solo gli uomini, sia nel ruolo maschile che in quello femminile, come nel teatro elisabettiano”. Dice: “Non è un workshop per principianti però.” E guarda me. “Non voglio scoraggiare nessuno,” e guarda me “ma i passi sono molto complessi, è una danza molto lenta e molto impostata… la postura del busto e delle braccia, richiede molta concentrazione e una certa preparazione… una certa disciplina… Comunque, chiunque voglia partecipare è il benvenuto, si faccia vivo. Bene. Ora, vi prego, ognuno si prenda un sacchettino, ecco qua, li ho portati da casa, e se lo riempia di prugne. Sì, sì, devono sparire tutte, sull’albero ce ne sono 20 volte tante, per carità”.

 

Und zwei. Una piacevole domenica di fine estate una cellula impazzita del corso del lunedì e due lunatici del corso del mercoledì si sono incontrati nel parco del castello di Charlottenburg per danzare. Nascosti, ma non troppo, dietro il Belvedere (ex-Teehaus che ora ospita una collezione di porcellane), con un lettore cd portatile e due casse, una confezione di biscotti e una bottiglietta d’acqua ciascuno, hanno ballato di fronte ad anziani turisti tedeschi, un padre con bambino e una paio di coppiette. Il maestro assente, gli allievi hanno fatto un po’ a modo loro.

 

Und drei. Oggi l’ultima lezione prima della pausa autunnale. Il corso riprenderà tra due settimane. Abbiamo riprovato la “Gavotte du Roy” e ci è venuta benissimo. Io ero molto soddisfatto e ogni tanto mi si disegnava spontaneamente un sorriso sul volto. Paula, che era l’Herr della coppia che ballava in quadro con me e la mia Dame, mi guardava perplessa quando coglieva il mio sorriso. Paula. Più o meno una volta al mese Paula spedisce via e-mail a noi partecipanti al corso una rivista da lei redatta in tedesco settecentesco e sta lavorando un romanzo ambientato nella Berlino di trecento anni fa: quel giorno nel parco ci raccontò una scena che si svolge a Gendarmenmarkt tra nobili decadute, ladri e alti ufficiali. Paula è probabilmente nata nel secolo sbagliato ed è nata maschio. Ha quarantasette anni ma ne dimostra almeno dieci di meno. Io la trovo metà-ottocentesca, ibseniana, più che settecentesca.

 

Und vier. Quando ho raccontato a mia madre che sto seguendo un corso di danza barocca e rinascimentale lei mi ha chiesto: “A cosa ti serve?”

 

Riverenza.

 

Ale

 

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