La notte tra il 30 aprile e il 1 maggio, Walpurgisnacht (notte di Walpurga), tradizione vuole che il meglio (o il peggio) della giovane sinistra berlinese si ritrovi in un luogo x (Kollowitzplatz, il Mauerpark, Boxhagener Platz) di un quartiere più (Friedrichshain) o meno (Prenzlauer Berg) giovane e di sinistra e attorno a un evento x (un concerto? un concerto va benissimo) imbastisca degli scontri con la polizia, con lancio di bottiglie, petardi e sampietrini, lacrimogeni e cariche in uniforme anti-sommossa, qualche ferito, qualche arresto, urla e schiamazzi. Questo per dare il la agli scontri della notte tra l’1 e il 2 maggio.
Quest’anno 4080 agenti e 65 arresti a Boxhagener Platz. Io e Alex, seduti in un bar x che dà sulla piazza, parlavamo di polacchi permalosi, telefoni amici e Florence Nightingale. Lupo e Guido un po’ partecipavano alla conversazione, un po’ si alzavano per andare a vedere cosa succedeva fuori. Io maledivo ogni idiota che passava tra i tavoli con gli occhi arrossati e lacrimanti o stringendosi la testa tra le mani in direzione del bagno. Non provavo una rabbia così forte da un sacco di tempo.

Il Primo Maggio berlinese ha molte facce.
Ci sono tante demo diverse (una decina o più) in varie zone della città: i maoisti, vari sindacati (che quest’anno in 8000 hanno dimostrato dalla porta di Brandeburgo al municipio centrale), Attac, i socialisti, i socialdemocratici, i marxisti-leninisti, gli anarchici… Questa volta io e Lupo abbiamo partecipato a una manifestazione organizzata dagli inquilini di un hausprojekt storico, lo Yorck 59, che rischia da mesi di essere sgomberata da un giorno all’altro.

Ci sono (soprattutto a Oranienstrasse e dintorni, tra Kottbusser Tor, Mariannenplatz e Görlitzer Bahnhof, dopo il crepuscolo fino a notte inoltrata) gli ormai tradizionali scontri con la polizia, con incendi e lancio di pietre e bottiglie: il luna park del rivoluzionario che attira gente da tutti i Land confinanti e oltre. (I poliziotti invece arrivano da tutta la Germania a spalleggiare i loro colleghi berlinesi; l’anno scorso per esempio i bavaresi stavano tra neonazi e autonomi a Lichtenberg). Per questo Primo Maggio l’innensenator Körting annunciava 1000 agenti in più dell’anno passato per un totale di 9000 unità (in realtà ieri il Tagesspiegel parlava di 6150 poliziotti), ma dichiarava anche di aspettarsi meno problemi del solito visto che buona parte della sinistra casinista sarebbe andata a Lipsia a dimostrare contro la manifestazione dei neonazisti.

C’è appunto l’immancabile manifestazione dell’NPD, che si svolge ogni anno in un luogo diverso (l’anno scorso a Lichtenberg; due anni fa a Charlottenburg, attorno alla Theodor-Heuss-Platz, che un tempo si chiamava Adolf-Hitler-Platz; quest’anno a Lipsia) e che puntualmente quelli dell’Antifa cercano di bloccare. A Lipsia 850 neonazisti, 2500 poliziotti, 4000 Antifa: la manifestazione dell’NPD è dovuta sciogliersi prima del previsto perché la polizia a un certo punto ha dichiarato di non poter più garantire la sicurezza dei manifestanti.

Ci sono le feste di strada (a Kreuzberg in Oranienstrasse, tra Oranienplatz e Görlitzer Bahnhof, e a Mariannenplatz; due anni fa io e Lupo eravamo a Humannplatz, Prenzlauer Berg) con banchetti politici, tavole calde improvvisate (nel senso che prepari i panini, le torte, le insalate, gli involtini vegetariani, ecc. a casa e poi li vendi per strada, oppure ti porti la griglia e fai un barbecue sul marciapiede e vendi salsicce ai passanti; in questo campo le famiglie indiane, turche e africane sono tra le meglio organizzate), palchi su cui si canta e balla (l’anno scorso in Naunynstrasse degli italo-berlinesi si agitavano al ritmo di una tarantella sparata ad altissimo volume da un ghetto blaster), gente di tutte le età. Quest’anno la terza edizione della Myfest di Kreuzberg, organizzata da un’associazione di abitanti e negozianti del quartiere con il supporto del comune (nella persona della sindachessa del PDS Cornelia Reinauer) e della polizia, ha voluto festeggiare pacificamente e contrastare a suon di tarallucci e vino i tafferugli di chi usa il Primo Maggio per fare casino e basta. Il signor Körting dichiarava di contare molto nell’aiuto dei cittadini per limitare i danni.

L’anno scorso Lucia, che vive a Berlino da più di vent’anni, ci raccontava da dietro il banchetto di torte di un suo vecchio amico: “Il vero Primo Maggio berlinese è stato quello del 1986. Lì sì che mi sono divertita, con le signore turche che tenevano testa ai poliziotti e i bambini che andavano in giro con i carrelli del supermercato. Oggi non mi diverto più.” Lucia è una di quelle persone che hanno vissuto Kreuzberg o, meglio, la lingua orientale del quartiere (SO 36) nel suo momento di “fondazione”, quando punk, turchi, lesbiche, froci, linksalternativen e vari altri reietti si sono appropriati di questo spicchio di Berlino Ovest infilzato tra due labbra di Berlino Est e dal catorcio che era l’hanno fatto rinascere e diventare quello che è oggi.

Quest’anno la Revolutionäre Demo delle 18.00 è passata attraverso la Myfest senza troppi problemi sebbene la polizia non avesse concesso il permesso di sfilare. Molti festanti dai bar e dai marciapiedi hanno applaudito i rivoluzionari che marciavano intonando slogan e canzoni del passato. Superato il palco Core Tex, sul quale dal tardo pomeriggio fino a notte inoltrata si sono esibiti gruppi punk, hardcore e ska, i manifestanti hanno improvvisamente accelerato il passo per infilare la Manteuffelstrasse in direzione di Mariannenplatz. Uno dei punk nichilisti che si ubriacava scompostamente sotto gli alberi di fronte al palco ha urlato ai rivoluzionari: “Correte, correte! Correte nell’esercito!”.

Un centinaio di casinisti si sono diretti attorno alle 19.00 verso il grattacielo dell’Axel Springer Verlag (l’editore della Bild; obiettivo pienamente condivisibile), hanno capovolto un’auto ma non l’hanno incendiata, sono stati respinti verso Moritzplatz dalla polizia e lì è finita la corsa.

Attorno alle 20.00 un rapper turco che cantava sul palco hip-hop di Naunynstrasse (obiettivo per niente condivisibile) si è beccato una bottiglia in testa, ha continuato a cantare mentre qualche casinista si azzuffava sotto il palco, ancora bottiglie e qualche pietra volavano tra la folla, la polizia ha cominciato a smanganellare, e alla fine 20 casinisti sono stati arrestati. Numero complessivo degli arrestati tra il 30 aprile e il 2 maggio: 193. Per il resto tutto è filato liscio, e il giorno dopo politici e rappresentanti della polizia si sperticavano a lodare la collaborazione del quartiere nell’arginare con la loro Myfest la violenza e i danni, dichiarando che dal 1987 non si vedeva un Primo Maggio così pacifico a Kreuzberg. Il Tagesspiegel del 3 maggio parla addirittura di una “quasi rivoluzione culturale”: gli abitanti del quartiere, per gran parte ex-contestatori e tuttora militanti in vari movimenti di sinistra, hanno lavorato assieme a polizia e istituzioni cittadine per un Primo Maggio pacifico.

Ale

 

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