Anna non si è stupita molto: dice che nella DDR certa opposizione organizzava i concerti punk nelle chiese. A me però, chierichetto fino alla terza media, cresciuto con una nonna che faceva le scenate se saltavo una messa, ha fatto una certa impressione vedermi Bonnie Prince Billy e Matt Sweeney in una chiesa (protestante) non sconsacrata. Il palco nel coro, davanti al crocifisso, e il pubblico seduto sulle panche della navata centrale e sulle sedie sparse per le navate laterali. All’entrata un bar neanche troppo improvvisato con birra, vino e bevande varie, e un tizio con un cesto di brezel. Non si poteva fumare però.

Will Oldham (aka B.P.B.) indossava un paio di infradito, dei pantaloncini arancione fastidio, una giacchetta blu e un berrettino da baseball su capelli biondi spettinati. E folta barba bionda. Spesso accompagnava le note più alte con movimenti convulsi delle gambe e faceva una sacco di smorfie. Si divertiva. Matt Sweeney, bello e tenebroso nonostante il berrettino Ferrari, suonava con lo sguardo rivolto al pavimento o agli altri membri del gruppo; in particolare a Will Oldham e al batterista, o al gesucristo che gli stava dietro. Mi sono chiesto, notando come sembrava sentirsi a suo agio in quella musica e con quei musicisti, come dev’esser stato per lui suonare per quella primadonna tirannica di Billy Corgan.

La musica era molto diversa da quella che conoscevo dagli album dei Palace. Più pesante: un basso e tre chitarre molto rock; soprattutto l’apporto di Matt Sweeney era molto rock. E una batteria molto invadente e “funky”, come l’ha definita P., il vincitore del biglietto (la misteriosa signora di Prenzlauer Berg alla fine non è potuta venire). E un cantato molto urlato, quasi ululante. Poco a che vedere con la musica scricchiolante e gocciolante dei Palace. Volendo insistere con le figure retoriche, potrei dire che se la musica dei Palace disegnava albe e tramonti, la musica che ho ascoltato sabato sera era giorni bruciati dal sole e notti senza stelle. E qui mi fermo.

K., l’amico di P., mi raccontava che il concerto di qualche giorno prima a Vienna era stato un disastro: Will Oldham era ubriaco fradicio. Si racconta che durante il pomeriggio, mentre gli altri membri del gruppo erano impegnati a provare, lui girasse in bici per Vienna con una bottiglia di whisky in mano alla ricerca di una gelateria.

Ale

 

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