Un paio di settimane fa ho visto con Lupo e Robberta “The Graffiti Artist” di James Bolton.

1. È la miglior rappresentazione cinematografica della coolness che abbia mai visto. I due protagonisti concedono ai propri pensieri e sentimenti qualche cristallino monosillabo e qualche algida frase fatta, più un paio di espressioni facciali, per venire alla luce. Mi chiedo: esistono davvero ragazzi che si esprimono così? Che sublimano a tal punto la comunicazione?
Solo l’ammore riesce a sciogliere la coolness, e solo uno dei due tizi, ovvero quello che ama non ricambiato, è abbastanza maturo da mandare affanculo la freddezza quando serve (penso al confronto finale);

2. Mi ha fatto venir voglia di diventare writer anch’io. Ho deciso che non userò colori spray bensì pennarelli indelebili (la scorsa settimana a Francoforte ho raccolto tutta la letteratura disponibile sul pennarello), cercherò di evitare le tag e piuttosto lavorerò con frasi concise sempre diverse, farò forse uso di sticker e includerò qualche disegno o pittogramma (ispirato dagli adorati conterranei tetsuo e the blue cardigans), scriverò su superfici di contorno e farò attenzione al contesto;

3. Il film è stato proiettato allo Xenon, cinema frociolesbico di Schöneberg. Era la prima volta che Lupo metteva piede allo Xenon e non appena io e Robberta l’abbiamo lasciato solo per andare a fare pipì il povero cristo è stato approcciato da un uomo. Io sarò stato almeno dieci volte ormai in quel cinema e nessuno mi ha mai neanche guardato negli occhi, è possibile?! Lasciando da parte la mia invidia e la mia frustrazione, dopo il film si è discusso di approcci non desiderati e desiderio non ricambiato. È venuto fuori che le donne sembrano sapere perfettamente quanto sgradevole possa essere ricevere attenzioni non volute, mente gli uomini di solito dicono cose del tipo: “Ma come? Anche se non ricambi, non ti fa piacere essere apprezzata, scusa?” No, dio cane, no!

Ale

P.S. BJ, se vuoi vedere i polpacci dell’upo visit Ale’s wonderful fotolog!

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