Alla fine, benché i giornali italiani usino ancora periodi ipotetici – sembrerebbe, pare, dicono che quei gran cattivoni della procura berlinese sostengano che abbia mentito – la stampa tedesca non ha molti dubbi, il gelataio italiano aggredito da tre naziskin, molto più prosaicamente, si è ferito cadendo ubriaco sui binari della U-bahn di Alexanderplatz. In seguito ha inventato la storiella per giustificare il ricovero. Vorremmo ricordarcelo soddisfatto di essere finito in prima pagina del Berliner Kourier e finita lì.
Nota 1. L’allarme “estremismo di destra” di cui parlano i giornali italiani in questi giorni era conosciuto da mesi, almeno da gennaio (qui un articolo di Repubblica): sapevano che gli occhi del mondo erano puntati sulla Germania dei mondiali e hanno pensato di approfittare del palcoscenico.
Nota 2. Scrive Marina Verna su La Stampa “Sembrava essere lo straniero, la vittima predestinata dei naziskin tedeschi. Pelle scura e capelli rasta, come l’ingegnere etiope Ermyas M. […]. Invece no. E’ successo anche a un italiano”. Ecco, sorpresa, non occorre mica essere neri.Uniamo i puntini: titolo, foto e testo. Negli ultimi mesi mi trovo spesso a girare la notte per luoghi bui e potenzialmente pericolosi (alcuni quartieri dell’est) per fotografare, normalmente da solo o con occasionali accompagnatori/trici (Robbertaaa? raccontaci com’è andata mercoledì), avevo quindi pensato di comprarmi uno spray urticante, acquisto rimandato per mesi e prontamente effettuato dopo la notizia dell’aggressione.

lupo

 

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