Chiariamo subito che questa storia è successa ad un mio amico. Questo mio amico, sapete, vive a Berlino e in questi giorni è in Italia a casa dei genitori. A Berlino, a volte, al supermercato compra un Pomelo, 1.89 euro al frutto.

Stamattina è andato all’ipermercato Panorama con la mamma per comprare una stampante per i genitori, trovata e pagata nell’apposito scomparto i due hanno proseguito il giro nell’ipermercato comprando poche altre cose, nel reparto frutta, un po’ sorpreso nel vederlo, aggiunge un pomelo al carrello. Poi si avviano alle casse generali, dove passando gli oggetti del carrello al nastro la mamma chiede se l’avesse pesato; il mio amico parte di corsa pomelo alla mano, pesa in fretta e furia e torna. 20.74 euro per 14.90 euro al chilo. Torna al banco frutta, cerca (prima non l’aveva visto) e prende il cartellino del prezzo e gira per gli scaffali in cerca di qualcuno a cui dire che per lui la posizione della virgola è sbagliato, sarà certo un euro e 49, considerando che un frutto pesa più o meno un chilo e mezzo i conti si allineerebbero ai prezzi tedeschi, un po’ di più forse, ma non dieci volte tanto! Finisce che telefonano al gran capo, il gran capo conferma come tutti quelli prima di lui (mediamente la motivazione è: eh sa quanto costa inportarli da Israele? – il Pomelo si trova o israeliano o cinese – anche se è originario della Malesia – più saporito il primo). Se ne va triste.

Lupo

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