Quest’estate non c’è un insetto dominante.
I giornali sostengono che siamo invasi dalle zanzare. In effetti ne ho uccise molte in casa. L’anno scorso le lasciavo vivere, tanto non mi pungevano. Quest’anno invece mi pungono, quindi cerco di eliminarne il più possibile. Secondo me non ce ne sono di più, sono solo più aggressive, o più affamate.
Le coccinelle, che mi stanno simpatiche, si fanno vedere già da mesi. La settimana scorsa la mia collega ne ha portata una sulla borsa da casa sua a Weißensee all’ufficio, a Friedenau. L’altra sera una coccinella ha mangiato due briciole della mia pizza.
Le formiche si sono ingrossate ed è difficile non calpestarle. I nostri vicini hanno sparso lievito per dolci lungo le fessure del battiscopa sul pianerottolo. Che le vogliano uccidere facendole lievitare?
Dal mio panettiere di fiducia sono ricomparse le vespe, ma non siamo neanche lontanamente ai livelli di tre anni fa. Sgambettano sulle torte glassate e attaccano il tacchino del mio panino mentre lo mangio seduto su una panca fuori dalla panetteria.
Il bombo poi. Il bombo che riposava sul filo d’erba che quasi stavo per urtare. I bombi che si trascinano moribondi sul terrazzo dell’ufficio.
E le forbici. Le forbici che fanno il nido nel freno della bici di Lupo. Quella schiacciata tra uno scottex e il tagliere. Quella che scorrazzava sulla schiena di Lupo.
In giro per boschi abbiamo incontrato centinaia di scarabei e di limacce.

Ale

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