Lo sapevo che la vicina ci avrebbe appestati con il suo bokashi.
Oggi Lupo ha notato un bambino mai visto prima aggirarsi attorno ai due teloni di plastica (sovrapposti e sigillati alla bell’e meglio con pietre e rami) che ospitano i vari strati di terra secca, fogliame e rifiuti organici ("Ma, mi raccomando, niente carne né ossa, fondi di caffè, agrumi o banane non biologiche") che la nostra vicina sta compostando in giardino. Non si è ancora procurata i microrganismi  che accelerano la decomposizione, quindi ancora non stiamo producendo bokashi, ma i due teli ormai sono lì da almeno due mesi e il compostaggio is happening.
Insomma, oggi questo bambino era lì che sgarfava sotto i teli. Aveva un terrario, che con una paletta riempiva di terra. Ho aperto la finestra e gli ho detto: "Hallo! Hai chiesto a M. se puoi toccare lì?"
"Eh… no."
"Allora è meglio che tu riabbassi quel telo. Stiamo facendo bok… compost lì sotto, e se non hai il permesso di M. è meglio che tu non tocchi."
"Va bene. Prendo ancora un lombrico."
"Ah, lombrichi cerchi! Lupo, cerca lombrichi. Allora guarda, puoi guardare sotto queste pietre."
"Va bene. Oh, posso chiedere un cosa?"
"Sì, prego."
Il bimbo rimette in ordine i teloni e ci raggiunge alla finestra porgendoci il suo terrario.
"Sapete cosa sono questi?"
"Uh… guarda, Lupo! Eh, non saprei… uova."
"Ho pensato potessero essere di plastica."
"Mah, non credo." Il bimbo estrae da una tasca una pinzetta verde e ne schiaccia uno.
"Si rompe?"
"Sì."
"Direi che non sono di plastica."
"Mamma! Guarda cos’ho trovato!"
Ecco. Io spero non siano uova di insetti come questo.

Ale

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