Ringrazio pubblicamente Anna per avermi fatto scoprire questo manicaretto germanico. Mi ha consigliato, qualche mese fa, di mangiarne il più possibile per acquietare lo stomaco duramente provato da un’influenza intestinale: ha funzionato, e da allora è diventata una delle mie colazioni preferite. Che poi sarebbe il porridge inglese, ma vuoi mettere quanto è più poetico chiamarlo “pappa d’avena”? Il Sansoni dice addirittura “mucillagine d’avena.”
Si fa così: metti sul fuoco un pentola con due dita di acqua e latte, dosati a piacimento; io di solito faccio 70% d’acqua e 30% di latte. Un attimo prima che la miscela cominci a far le prime bollicine versi un po’ di fiocchi d’avena, una presa di sale e cominci a mescolare la broda con un cucchiaio. Io ne uso uno di metallo, ché fa un rumore gradevole sul fondo della pentola e alla fine è più facile leccar via lo schleim che vi rimane incollato. Si va avanti così per circa 4 minuti, aggiungendo fiocchi d’avena e rimestando, finché la crema non avrà ottenuto la giusta consistenza: limacciosa e appiccicosa.
A questo punto ci si può sbizzarrire a insaporire la sbobba con due cucchiaiate di qualcosa, perché mangiata così fa davvero schifo. Io finora l’ho condita con, in ordine di gradevolezza: zucchero di canna, marmellata di mirtilli, zucchero e cacao in polvere, zucchero e cranberry secchi, composta di prugne, miele.
Ho anche provato diverse versioni salate, con i fiocchi d’avena cotti in acqua con dado vegetale. E un pizzico di curry. In un caso ho aggiunto a due minuti da fine cottura una zucchina grattugiata. A freddo abbondante parmigiano e un filo d’olio d’oliva. Non male. Secondo me si può eventualmente anche usare come ripieno per i ravioli fatti in casa. In un’altra occasione ho tostato su una padella antiaderente una manciata di semi di girasole e pinoli e poco prima di togliere la padella dal fuoco vi ho versato un filo di salsa di soia. Poi ho rovesciato il tutto sull’haferschleim caldo e ho mescolato. Ma basta esplorare frigo, cassetti e scaffali per improvvisare sempre nuove combinazioni: formaggio di capra e paprika, olive e acciughe, un uovo e del prosciutto cotto a dadini, cipolla e zafferano, carote e curcuma, nero di seppia e semi di zucca, bottarga e noci di acagiù, arame e carciofini…

Ale

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