Passeggiando (N.B. verbo scelto non a caso) per quella strana manifestazione che è stata l'edizione berlinese di Occupy dicevo alla mia collega che mi sembravano tutti così poco arrabbiati e sparsi. Non era una brutta atmosfera – qualche hippie, qualche nonno verde, molti slogan divertenti e pertinenti, poetici, da spaßguerrilla neosituazionista come alla Fuck Parade o al Transgenialer CSD, tante facce sorridenti da picnic, un sano atteggiamento antidogmatico e solidale, inclusivo da parte di chi prendeva la parola sul carro parcheggiato tra Bundeskanzleramt e Paul-Löbe-Haus – però molto, molto strana: senza capo né coda, sanamente apartitica ma tutta scollata, bella ma anche no. Comunque molto difficile da decifrare per me. La manifestazione anti-nucleare post Fukushima a cui avevo partecipato con G. e che mi aveva portato esattamente nello stesso punto, tra Kanzleramt e Paul-Löbe-Haus, era molto più compatta e facile da capire, oltre che molto più corposa, incazzata e rumorosa.
Oggi poi la presenza della polizia era minima. Segno che la manifestazione non era considerata potenzialmente pericolosa o a rischio degenerazione violenta, credo.

Mah.

A Roma invece leggo che andata in tutt'altro modo. Sarà che in Italia la situazione è più di merda che qui.
La mia solidarietà goes out to tutte le vittime della polizia, dei black block, della politica scellerata e della finanza pescecane.

Ale

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