… che il quarto giorno mi faccio rapire da un’incontenibile frenesia consumistica e, nel giro di un paio d’ore, mi compro (online) un casco da bicicletta dorato (mi serviva, eh) che in parte finanzierà il restauro della wunderkammer imperialregia del Kunsthistorisches Museum di Vienna e, uscendo di casa intabarrato, una sciarpa molto drammatica, a forma di scialle, con un motivo scozzese esploso bianco-rosso-marrone-nero-grigio-giallo di una stilista cilena “based in Berlin”.

Proprio la settimana scorsa, anche con un certo imbarazzo, raccontavo a M. e MA, che mi conoscono come uomo dimesso e discretamente depresso che ha fatto dell’abbigliamento anonimo tinta unita un’arte, come da ragazzino ho avuto una fase eccentrica abbastanza prolungata, piena di camicie chiassose e fantasie azzardate che Energie e i bavaresi in vacanza mi facevano un baffo.

Se al tempo ero quindi un nerd o un provincialotto privo di buongusto, oggi sono un vecchio dandy raffazzonato. In entrambi i casi, il successo in amore è assicurato.

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