Buonissimo! “Più o meno buono di quello del Kopps?”. Difficile fare un paragone. Il brunch del Café Vux è forse meno sofisticato, non essendoci dietro uno chef carrierato, ma nella cucina del Vux si lavora con altrettanta cura e pari amore. Ho adorato l’insalata di broccoli cotti al dente, uvetta e scaglie di mandorle (nonostante la mia avversione per la frutta nell’insalata), il “seitan limão” e la crema di faglioli bianchi e lavanda, che se non fosse stato per Lupo e M. mi sarei lasciato sfuggire. Vari tipi di pane, dolce e salato, fatto in casa e, per finire, riso Basmati bollito con cocco e cannella, mousse di prugne e brownie.

gatto_vuxUna cosa mi ha molto turbato durante questo brunch. Mentre mi servivo dal buffet non riuscivo a coordinarmi con gli altri avventori e, non so, li guardavo e mi sentivo circondato da alieni (alieni tutti “giovani e belli”). Non so cosa mi succede in questi giorni. Devo emanare delle bad vibes grosse come banane fritte africane, e infatti le persone con cui interagisco, di persona o virtualmente, si irritano molto in fretta e in un modo o nell’altro, anche solo per un attimo, mi mandano a quel paese. O forse sono io iperpermaloso in questi giorni e ogni critica mi ferisce più del dovuto? Mah. Comunque, dicevo: oggi al brunch mi sentivo come deve sentirsi un maschio super etero in un locale super frocio. Così ho detto a Lupo e M. Da onnivoro, mi vedevo come il rappresentante della maggioranza normativa e prevaricatrice. Drizzavo gli aculei come un istrice in pericolo: ero sulla difensiva sebbene nessuno attorno a me fosse ostile. E mi sono scoperto a pensare cose del tipo: guarda l’orologio in legno di quel tizio, dev’essere perché è vegano. Un po’ come l’etero che chiede al gay seduto al bar: “Ah, quindi voi omosessuali bevete solo Moscow Mule?”.

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