però, davvero, non potete accogliere uno che viene a fare la spesa da voi di prima mattina con Jovanotti che canta Paolo Conte (possibile?)! Voglio dire, uno è già confuso di suo dopo aver passato una notte infernale (insonnia, prurito, bruxismo, meteorismo e male a una spalla: immaginatemi avvolto da una mandorla radioattiva luminescente attraversata da ragni verdi ardenti, contabilità arretrata, cannoli catanesi ripieni di speranze triturate, capsule di nebbia padana inquinata, buchi neri a caramella e cartigli vibranti di carta alluminio con su scritto HELP!), si sveglia sballato dalla mancanza di sonno, esce a fare la spesa, immergendosi quindi in un ambiente super spiazzante con tutti quegli scaffali carichi di roba, e gli proponete una cosa assurda e fuoriluogo come questa? No, davvero, capisco di più il Bolle dietro casa che mi fa ascoltare Ricchi e Poveri, Umberto Tozzi e Al-fucking-Bano.

Mi chiedo chi sia l’ascoltatore tipo di queste stazioni radiofoniche che forniscono il sottofondo musicale di tanti supermercati tedeschi. Probabilmente il mio vicino di ombrellone a Rimini (1979-1989).

Ricordo con un misto di imbarazzo e nostalgia che quando io e Lupo arrivammo a Berlino (marzo 2002) alla radio passavano con una certa insistenza Xdono di Tiziano Ferro. Ricordo anche un’auto che un giorno ci passò di fianco con i finestrini abbassati: dentro due “turchi” e Titti (<3) che cantava: "Ehi, che ne diresti di fare la pace… un misto tra incanto e dolore… ripenso a quando ho fatto io del male… tra desideri, labirinti e fuochi… regalami un sorriso, io ti porgo una rosa".

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