– Alle mie due tazze preferite (prima e seconda da destra) si è ora aggiunta una terza (prima da sinistra):

tazze_preferite

Papà Srl: manutenzioni di qualsiasi tipo, servizio corriere giorno e notte, servizi finanziari di ogni genere, riconoscimenti di debito.

tazza_babbo

– Questo nuovo collega austriaco che chiude ogni mail con “LG” (Liebe Grüße, ovvero: cari saluti) a noi prussiani un po’ fa simpatia, un po’ ci mette a disagio. Tutto questo calore, tutta questa cordialità!

– Al momento le mie amichette sono: la francese e la portoghese, uniche superstiti dei rispettivi team. Il mio adorato collega B., che per fortuna resiste, è sempre più adorabile: ora abbiamo cominciato a raccontarci anche un po’ i cazzi nostri. Per il resto sono spariti quasi tutti. Ultima vittima: il bello e buono. Non è ancora certo. Per il momento è in malattia. E ultimamente non era più nemmeno tanto buono, né particolarmente sveglio: si vede che si era rotto, non so.

– È arrivato un nuovo uomo misterioso: lo storico brandeburghese. Lì in ufficio fa il programmatore. Il suo sorriso è misteriosissimo: non si capisce se mi rispetta e un po’ mi teme, se mi considera uno scassamaroni, se mi odia, se gli sto simpatico o se semplicemente non gliene può fregare di meno. Come la sua gentilezza estrema e l’eccesso di cortesia di certe sue risposte, molto formali e controllate, quel sorriso probabilmente nasconde un inferno di cose.

– E niente, uno esce un attimo a mangiarsi una miniciabatta con le acciughe in questo baretto italiano molto carino che c’è a pochi passi dall’uffico e, mentre aspetta l’amico C., butta un occhio sulla Repubblica del giorno prima e si trova questo articolo, già di per sé agghiacciante (si inizia con “uno strisciante tentativo di incoraggiare i ragazzi all’omosessualità” e poi, per fortuna, si migliora, ma la situazione dipinta è davvero drammatica), e questa intervista inqualificabile al vescovo di Parma e “presidente della Commissione Cei che si occupa della famiglia”:

un_fascio_assoluto_di_liberta_comprimere_la_liberta

Ora, io non sono molto ferrato in filosofia e non so niente di logica cattolica, ma che cazzo dice quest’uomo? E quanto male fa ai miei fratelli e alle mie sorelle? Ma di sicuro non solo a loro.

Non vi dico le bestemmie e il mal di stomaco. A quanta gente andrebbe infilata nel culo a calci l'”ideologia del gender”!
Maledette carogne, qui si sta parlando di educare gli studenti alla diversità e trasmettere un messaggio positivo di inclusione e di accettazione della realtà, ovvero dei diversi orientamenti sessuali e identità di genere esistenti, contro le discriminazioni e la violenza (psicologica e fisica) che noi anormali subiamo quasi quotidianamente. Che concetto meschino e idiota è questo secondo il quale si tratterebbe di propaganda, proselitismo o manipolazione delle coscienze? Da chi poi impone da secoli la propria ideologia riduttiva e violenta. Non si può imporre a nessuno di sentirsi uomo, donna o altro, o di essere attratto da questa o quest’altra persona o categoria di persone. Si può invece educare a sentirsi sbagliati, a forzare la propria identità dentro uno schema stronzo come quello cristiano. Oppure si può educare ad ascoltarsi, a volersi bene per quel che si è e ad accettare l’identità e le vite altrui.
Mi viene una voglia di prendervi tutti a mazzate che non vi dico.

UPDATE – Mi tornano in mente un articolo segnalato qualche giorno fa su Facebook dal caro ex blogger Aelred e il mio commento a tale segnalazione:

Dibattito simile qui in Germania. È venuta fuori una circolare dell’assessorato regionale all’istruzione del Baden-Württemberg dove si annunciava di voler discutere (!) della possibilità (!) di tematizzare la diversità di genere e orientamento sessuale nelle scuole: subito reazioni isteriche dei conservatori, con e-petition e manifestazioni. Il mondo politico, per fortuna, non appoggia le proteste dei conservatori, anzi in molti casi le ha apertamente criticate (l’ultima condanna è arrivata ieri dalla ministra per la famiglia).

Per dire: non è che qui in Germania ce la passiamo necessariamente meglio, ma forse anche sì.

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