Mi sembra giunto il momento di condividere con voi il mio album fotografico (in progress) dedicato alla merce abbandonata sullo scaffale sbagliato al supermercato. Sono ritratti, scattati col mio potentissimo cellulare, di alcune delle tante figlie della spietata coppia Ripensamento Anzinò e Pigrizia Colcazzo Cheloriportodovelhopreso. OutNOUGAT OutFRUTSEC OutSUPPENGR OutPALLINE OutPANE OutPOMODORINI OutWEIN2 OutWEIN
A proposito di coppie, non so se abbiate seguito la notizia, ma domenica scorsa le Sentinelle in piedi (quelle che occupano una piazza e se ne stanno una mezz’oretta in piedi in silenzio con un libro aperto in mano e fingono di leggere) hanno pacificamente manifestato in diverse città italiane a difesa delle loro idee di famiglia e libertà di espressione. A me fanno un sacco paura queste sentinelle, e rabbia. Una rabbia mista a disperazione per il grande senso di impotenza che sento di fronte alla loro violenza travestita da santità.
Sono quattro gatti, ma ben organizzati. Pericolosi in quanto subdoli. La loro strategia è presentarsi come messaggeri di pace e difensori dell’ordine divino delle cose e della sacrosanta libertà di affermare che i froci e i loro amici sono tutti untori pericolosissimi, propagatori di una malattia orrenda che, a colpi di educazione alla diversità, e matrimoni e adozioni, farà diventare i loro figli dei pervertiti di merda e, in the long run, porterà alla distruzione totale e irreversibile dell’umanità.
Se avete seguito la notizia, saprete anche che le loro manifestazioni sono state contrastate da diversi gruppi di contromanifestanti. Chi si è baciato di fronte alle sentinelle, chi le ha sbeffeggiate con cartelli assurdo-satirici fatti in casa sul modello di quelli degli americani che protestano contro i pro-lifer e gli stronzi della Westboro Baptist Church, chi li ha ricoperti di insulti e cori da stadio o li ha aggrediti anche fisicamente con lancio di oggetti. Questi ultimi hanno tutto il mio disprezzo: innanzitutto perché non si aggrediscono MAI dei manifestanti pacifici, per quanto subdolamente stronzi, e poi perché regalargli il ruolo di vittime, di angeli violati, è uno dei peggiori autogol che si possano fare.
Sempre se avete seguito la notizia, saprete che una delle controproteste più creative e intelligenti è stata quella di uno studente lombardo, il quale a Bergamo si è piazzato vicino alle sentinelle locali vestito da camicia bruna, con un Mein Kampf in mano e una fascia al braccio come quella indossata dai nazisti de Il grande dittatore di Chaplin; a terra un cartello che recitava: “I Nazisti dell’Illinois stanno con le Sentinelle”. Quello che non sapete è che lunedì pomeriggio, grazie a un’amica che lo conosce, ho scoperto il blog di questo studente lombardo, gli ho subito scritto per ringraziarlo del gesto e gli ho offerto asilo politico a casa mia a Berlino nel caso davvero fosse partita la denuncia per apologia di fascismo di cui parlavano i giornali. Dire che gli voglio un gran bene e gli sono immensamente grato è dir poco. Per diversi giorni di fila l’ho intensamente adorato. Anche i manifestanti milanesi con i loro cartelli assurdo-ironici mi sono piaciuti molto (e sono subito diventato fan della loro pagina su Facebook), ma lo studente lombardo ha in più il fascino dell’eroe solitario (ed etero). Respect, love and endless admiration.

Un’altra cosa che di sicuro non sapete è che martedì mattina, mentre facevo colazione seduto alla finestra della cucina, ho visto una ghiandaia da vicinissimo. Mi ha fatto anche un verso strano, che ho interpretato come un: “Ah, buongiorno”, misto a: “Gente, qui dietro il vetro c’è uno che ci guarda”. Le ghiandaie sono quindi ufficialmente tornate, puntualissime per la caduta delle ghiande dalla quercia dei vicini. Erano almeno tre, bellissime, e si sono portate via un sacco di ghiande.
Ieri (sabato) erano di nuovo in giardino e lavoravano come matte: era tutto un volare avanti e indietro. Si soffermano il minimo indispensabile a terra, forse perché sanno della presenza dei gatti, e appena sentono un rumore venire da una delle case che si affacciano sul giardino, si alzano in volo.

Altra cosa che molto probabilmente non sapete: ho visto due film molto ma molto interessanti — Under the Skin di Jonathan Glazer e Finding Vivian Maier di John Maloof e Charlie Siskel — e uno molto deludente: Gone Girl di David Fincher.

Che altro? Oggi pomeriggio sono stato a un evento molto interessante di fund raising per un nuovo cinemino indipendente che stanno per aprire a due passi da casa mia, in un ex bordello. L’evento, ospitato in una delle sale del futuro cinemino, consisteva in una proiezione di svariati cortometraggi queer e un brunch a base di bagel e rugelach fatti in casa, prosecco e “cold-brewed coffee”.
Sono stato lì due orette in tutto. Due orette in apnea: ero terrorizzato. Ho chiacchierato con due colleghi del nostro vecchio amico L. e ho salutato la sorella di J. e lo svedese con gli occhi cerchiati di follia che continuo a incontrare in giro da luglio. Ho provato anche a salutare SPM e il barista carino del The Club, ma non ce l’ho fatta. C’erano anche Philip the Troubled Boy, una delle facce che dal 2003 o 2004 vedo più o meno una volta all’anno, e il cantante con il collo tatuato.
Mentre fumavo l’ultima sigaretta sul marciapiede, dopo aver salutato i colleghi di L., ho pensato: “Che strano vedere il portone del mio condomino ed essere circondato da questa gente”. Fino a qualche anno fa dovevo fare dai 3 ai 10 km in bicicletta per tuffarmi nel disagio della scena queer. Ho ricominciato a respirare solo una volta entrato in cucina. Non c’erano ghiandaie in giardino ma tant’è.
Comunque, mio disagio a parte, questo Wolf (così si chiamerà il cinemino) promette bene. I tizi che lo stanno creando sembrano davvero bravi, sia per come stanno ristrutturando questo ex bordello sia per il concetto programmatico che oggi ci hanno brevemente illustrato, se mi passate quest’espressione probabilmente inesistente. Ci saranno due sale con circa 50 posti ciascuna, un bar, una saletta per workshop e incontri vari e, se non ho capito male, metteranno anche a disposizione varie attrezzature per cineasti alle prime armi: montaggio, cose così.

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