Vorrei sottoporre alla vostra attenzione questa immagine (in movimento).

Una domenica assolata di ottobre, primo pomeriggio: coda domenicale di un party iniziato la notte precedente. Capannone industriale: interno buio con musica elettronica minimalista ma molto fisica, oscura ma euforizzante; esterno appunto assolato, con musica elettronica spensierata e un po’ sciocchina.
Un italiano che sta per tornarsene a casa dopo aver ballato per un paio d’ore viene fermato all’uscita da uno sconosciuto (brasiliano, di padre italiano) che ha ballato tutta la notte. Il secondo chiede al primo di restare ancora un po’. L’italiano purosangue, che accetta di rimanere, è arrivato al party dopo aver fatto colazione, fisicamente riposato ma mentalmente un po’ confuso per vari motivi. L’italo-brasiliano è lì dalla notte prima e sembra discretamente sballato: ha una bottiglia di birra in mano (l’italiano ha appena posato la sua seconda bottiglia di aranciata).
I due chiacchierano al sole per una decina di minuti: parlano di Berlino e del Brasile di Dilma Rousseff. Poi, senza pensarci due volte, si infilano reciprocamente la lingua in bocca.
L’italiano indossa una maglietta fatta in casa con davanti una citazione degli Smiths (“Some girls are bigger than others”), un paio di pantaloni da trekking, dei sandalacci sportivi e una giacca a vento verde mollemente allacciata in vita. Il brasiliano indossa una maglietta con una stampa continua di macchinine rosse, un paio di jeans neri, delle scarpe di pelle vecchie e impolverate e un giubbino nero di un qualche tessuto sintetico, comprato forse da H&M. Entrambi hanno superato i 35 anni, portano una barba incolta e i capelli lunghi, diversamente radi. Hanno un po’ di pancetta, tenerissima da accarezzare. Si baciano seduti su una panca di legno sul retro del capannone, poi in piedi nel corridoio dei bagni, poi sdraiati su un divano sfondato in riva al canale (passano due barche cariche di turisti), poi di nuovo in piedi in una saletta appartata dietro la postazione del DJ esterno. Tra il corridoio e il divano l’italiano si prende una coca-cola al bar, il brasiliano una birra. Tra un bacio e l’altro, tutti dolcissimi e/o appassionati, si raccontano un paio di cose. È soprattutto il brasiliano a parlare. Fa una breve cronaca della nottata, enumerando le droghe che lui e i suoi amici hanno preso: ketamina, ecstasy, GHB*. Al momento è disoccupato. L’italiano, malamente occupato, decide di non rivelare il suo status lavorativo. In questo è anche aiutato dal fatto che il brasiliano non chiede: “E tu?”. Preferisce parlare della frenesia consumistica del Brasile del nuovo millennio.

Alla fine, niente, arriva l’amico italo-tedesco dell’italo-brasiliano e riparte il consumo di droghe, fornite da un bambino spagnolo gigante con indosso una tuta Adidas nera impolverata. Ha la bocca carnosa e un culo fenomenale. È stanco lo spagnolo, dice che è ora di andare a casa. Nel suo marsupio nero, che apre un attimo per versare qualche goccia di “G” nella bottiglia vuota dell’italo-tedesco, vi sono, oltre a una boccetta di “G”, certe spore di un potente e antichissimo fungo egizio che, se inalate, risvegliano all’istante una certa parte del cervello. L’italiano dopo un po’ saluta e se ne va.

Fine. È stato bello per tutti.

* Fatemi inserire una postilla pseudoinformativa, valà. Non sono un esperto, ma so che è sconsigliatissimo mescolare le droghe. Mi sono ricordato di questa cartolina, presa qualche anno fa alla Straßenfest di Motzstraße, che diceva: “Mai popper e Viagra assieme!”. Ho quindi spulciato tra i vari opuscoli informativi, conservati nel mio cartolare medico, che spiegano un po’ i rischi del consumo delle cosiddette droghe ricreative. Ecco, ho deciso di riportarvi i passaggi relativi alla combinazione delle droghe citate in questo post contenuti nella brochure Party Drugs HIV, pubblicata nel 2006 da Deutsche AIDS-Hilfe e.V. (traduzione mia, e spero di non aver fatto errori: visto che non sono specializzato in traduzioni mediche, metto in corsivo i termini dei quali non sono sicuro):

– Ecstasy + alcol: l’ecstasy neutralizza la stanchezza provocata dall’alcol ma non l’ebbrezza. L’alcol intensifica l’effetto disidratante dell’ecstasy;

– Ketamina + “downer” (alcol, GHB/GBL, oppioidi o sonniferi): diminuzione accentuata della frequenza respiratoria fino a un possibile arresto respiratorio; nel caso di consumo di alcol, anche nausea e vomito (soprattutto a stomaco pieno);

– Ketamina + ecstasy, cocaina o speed: aumento della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca, con conseguente affaticamento cardiaco; cocaina/ecstasy/speed portano a sopravvalutare le proprie capacità di prestazione, mentre la ketamina riduce notevolmente la capacità di movimento, il che aumenta il rischio di avere un infortunio;

– Liquid ecstasy (GHB/GBL) + alcol, eroina/oppiacei, benzodiazepine: svenimento, insufficienza respiratoria, vomito, collasso circolatorio

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