Attesa lunga mercoledì dal dermatologo. Uno legge legge ma dopo un po’ si stanca di stare seduto. Quella moquette color antracite, tutta consumata…
“Scusi, le posso chiedere dove ha comprato quelle scarpe?”
“A Vienna, un sacco di anni fa. Sono Bally”
“Quello delle borse?”
“Sì”
“Sono bellissime”.

Si fanno due passi, ci si sgranchiscono le gambe. Tra una vetrinetta che contiene cosmetici fatti di midollo di colibrì e polvere di diamante, il poster pubblicitario di un trattamento al botulino e un manifesto informativo sulla cheratosi solare, dalla copertina di Cosmopolitan questa signorina ci invita a toccarla, o a toccare la rivista:

toccami

Il nuovo dermatologo, che sostituisce la Capo-dermatologa, fa lo spiritoso. Chiacchiera, si perde in dettagli irrilevanti, mi fa un sacco di domande più o meno pertinenti e si concede dei lunghi silenzi. Mi ci vuole un attimo per adattarmi al suo senso dell’umorismo e ai suoi tempi. La Seconda Dermatologa che di solito mi visita mi parla con gli occhi sbarrati, scandendo ogni singola sillaba e cercando di contenere un demone che la abita e che ancora non sono riuscito a identificare; ti concede al massimo 10 minuti e quando ha deciso che è tempo di passare al prossimo cliente i suoi occhi si trasformano in lenti di ingrandimento e comincia a bruciarti con lo sguardo.
Il nuovo dermatologo mi chiede com’è l’Italia, com’è il Veneto, com’è Neukölln, mi racconta dei suoi anni all’università. Alla fine mi prescrive un sacco di nuove creme (più tardi lascerò 48 euro in farmacia) e butta lì una battuta che mi gela il sangue: “Perché continua a vivere in questo posto freddo e umido? Perché non se ne torna al sud?”.

Tornando a casa, una ragazza pink on pink in Elbestraße scherza con il fratello maggiore, del quale nella foto sottostante vediamo una mano e un piede. È abbastanza evidente che è lei a condurre il gioco: lui si limita a reagire.

pinkonpink

Giovedì sera ho seguito i due futuri concept-negozianti amici miei all’inaugurazione di un nuovo concept store gestito da dei francesi in una laterale della Weserstraße.

Mi sono piaciute un sacco le cose di The Bronze Medal. Due capi in particolare mi hanno conquistato: questi top metallici semitrasparenti bicolore e questa felpa di crêpe rosa con stampa di rose azzurre. Se potessi, mi vestirei così non dico tutti i giorni ma almeno due volte a settimana.

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