Vi ricordate la straziante tragedia del tubo dove (forse) vanno a morire le cinciallegre? Rileggetevi l’ultima parte di questo post.
Prima ero in cucina a farmi uno spuntino — ho messo su 4 kg da quando, lo scorso 11 gennaio, ho smesso di fumare — e chi ti vedo dalla finestra avvicinarsi al maledetto tubo dello stendi-tappeti? Il bellissimo codirosso maschio che da qualche giorno frequenta il mio giardino. Resta fermo in volo come un colibrì con la testolina quasi infilata nel tubo per qualche secondo e poi, per fortuna, se ne torna sull’albero da dove era venuto.
Penso: è ora di tappare quel maledetto buco che porta a morte certa. Esco con mezzo metro di carta alluminio appallottolata intenzionato a usarla per ostruire l’accesso al tunnel della morte e quando faccio per inserire il tappabuco mi accorgo che i primi dieci centimetri di tubo sono coperti di cacca d’uccello secca:

tubo_uccelli

A questo punto non so davvero che fare. Potrebbe davvero essere che gli uccelli che frequentano quel tubo agiscano con cognizione di causa. Magari è un riparo che usano quando piove o che so io. Chi sono io per interferire col loro mondo (e proiettare paure umane su di loro)?

Leggo ora che codirosso e cinciallegra nidificano nelle cavità. Niente, ho deciso che il buco non si tappa.

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