“Al netto di” è il nuovo “piuttosto che”

Durante il mio ultimo soggiorno italiano ho scoperto questa verità e un’altra, affine: “criticità” is the new “problematica”.

Questo giro ho ascoltato soprattutto Radio Tre e Radio Italia e in TV ho guardato ogni giorno Uno Mattina e qua e là qualcosa che seguono i miei e qualche trasmissione da persone colte di Rai Tre o Cinque, non so più bene (ho perso il polso della situazione vivendo senza televisione e all’estero da 14 anni).
Dalla rubrica “notizie in breve” di un vecchio numero della rivista Il Veses – Finestre sulla Valbelluna: N. R. di Santa Giustina (BL) si laurea a Padova in Tecnologie Forestali ed Ambientali discutendo la tesi: “Descrizione di una martellata in una particella matura di faggio nella Foresta del Cansiglio”. Probabilmente la migliore tesi di sempre.
Ho interagito per la prima volta con un collettivo che sta organizzando belle cose e sta portando una ventata di attivismo e nuova linfa social-culturale nella città dove crescono i miei nipotini: tutto di guadagnato per loro e per la provincia in generale.
Ho provato a incontrare un tizio con intenti copulativi ma non ha funzionato, sebbene per via telematica l’entusiasmo fosse reciprocamente alto.
Ho fatto una gita a Venezia e una sul monte Rite, nonché varie uscite serali in bicicletta lungo il torrente che passa a fianco della casa dei miei genitori e qualche chilometro più a valle si immette nella Piave.
Ho finalmente assistito a un concerto della band di mia cugina. Bravissima lei e bravo il cantante, un folletto pieno di energia.
Sono tornato con i miei genitori nell’agriturismo che fa l’insalata di radicchi verdi (amari, buonissimi) con la minestra di fagioli calda versata sopra, ma non era stagione di radicchi verdi. In compenso ho bevuto una buonissima grappa all’asparago a fine pasto.
La zia stava male, la nonna stava bene ma è sempre più fuori di testa, la mamma stava malino ma era comunque un tornado di iperattivismo e una fonte inesauribile di ansia, uno dei due nipotini ha avuto una fastidiosa influenza che è durata quasi una settimana.
Dopo tre settimane di soggiorno in famiglia, non avevo NESSUNA voglia di tornare a Berlino.

Tornato a Berlino, ho scoperto che nel mio giardino in mia assenza erano successe le seguenti cose:
– qualcuno da qualche parte ha sradicato un paio di arbusti e ha poi scaricato i rami in quella che fu la nostra fossa del bokashi, di fronte alla finestra sinistra di camera mia;
– un rapace o predatore domestico (read: uno dei gattacci dei vicini) ha ucciso un piccione (spiumate sparse attorno alla ex fossa del bokashi);
– le cipolle che avevo piantato a maggio sono morte, confermando che nulla di ciò che pianto cresce;
– sono cresciuti cinque bellissimi funghi: credo si tratti di Hortiboletus rubellus;
– qualcuno ha srotolato un enorme e bruttissimo tappeto celeste postmodernista davanti alla finestra della mia cucina.

spiumata

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- from Mauro Caldana's Le scarpe degli animali, Edizioni Biblioteca dell'Immagine, 2015

– from Mauro Caldana’s Le scarpe degli animali, Edizioni Biblioteca dell’Immagine, 2015

Facendo un po’ di ordine in giardino (rimuovendo gli sterpi lasciati da ignoti, raccogliendo un po’ di foglie e rami caduti dagli alberi) ho pensato a quanto volentieri me ne sarei rimasto un altro mese in Italia, a quanta poca voglia ho in questo momento di Berlino e a quanto vorrei concludere il giro del monte Miesna appena assaggiato e tornare a cercare, dopo cena, il punto in cui il mio fiume incontra la Piave (da bambino lo conoscevo: ci andavo con M. a pescare — lui pescava, io parlavo — e con M. e suo zio L. a raccogliere sassi). Qui un breve video.

Tornando a casa dal cinema…

… sorpasso due americani che se la passeggiano allegramete e sento lei dire a lui che un suo amico sta scrivendo un paper sulle “gender microaggressions in academia”, al che mi si aprono istantaneamente in testa una serie di Tumblr radicali, mi appare il volto serio di Alison Bechdel, autrice che amo, e si formano come bolle da scoreggia in vasca da bagno tre o quattro battute sulla political correctness.
Scopro poi a casa che questo delle microaggressions è un grosso tema.

Un po’ di foto

Scattate col mio nuovo cellulare tra gennaio e due giorni fa.

Iniziamo con la vista dal bagno dell’ufficio dove lavoro una paio di giorni alla settimana: inverno (prima e dopo il tramonto) e primavera. Il fiume è la Sprea.

da_bagno_inverno

da_bagno_inverno_sera

da_bagno_primavera

Una delle mie chiese preferite. Mi piace perché è una fetta di espressionismo inserita in una torta per il resto fatta di palazzi classici di inizio novecento, con la facciata pastello o bianca. A due passi da casa mia. Fronte e retro (presto non più visibile dalla strada visto che stanno per costruirci davanti un nuovo caseggiato): quanto spesso vi capita di vedere la navata di una chiesa uscire dalla facciata di un condominio?

plesser

kiefholz

Il giardino d’inverno di un vicino.

wildenbruch

Una serie di messaggi trovati in giro. I primi due sono autobiografici (il secondo viene da una delle mie cartoline più storiche: ho scoperto di recente, con grande piacere, che continuano a ristamparla), gli altri più sociali.

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(Dice: “Guadagni meno di quanto meriti? Passa all’azione”)

mannometer

(Dice: “Frocio e disorientato?”. Ultimamente molto disorientato. Sarà la crisi dei 40. Tra parentesi, “schwul” è un termine originariamente offensivo che la comunità gay tedesca ha fatto proprio in chiave emancipatoria. La storia dell’uso di questo termine è così complessa che la pagina Wikipedia a esso dedicata è di un lungo, ma di un lungo che non vi dico)

ohlauer

(Dice: “Dividere la Germania!”. Forse in italiano sarebbe più da tradurre con un imperativo alla prima persona plurale: dividiamo la Germania! Sì, mi sa che in italiano diremmo così)

weser

(Queste si capiscono, no?)

spreewaldplatz

(Anche questa)

sureyouwill

sureyouwill2

(Questa è una scritta sul ponte vicino a casa mia. Iniziata da qualcuno — che secondo me voleva scrivere “Sure you will pay for…” — e completata da qualcun altro)

Bene. E chiudiamo con un po’ di street art.

warschauer

theclub

sonnen

pannier

landsberger

stralau

weser-elbe

weser-elbe2

weser-elbe3

Codirosso (maschio), fammi una cortesia

Vi ricordate la straziante tragedia del tubo dove (forse) vanno a morire le cinciallegre? Rileggetevi l’ultima parte di questo post.
Prima ero in cucina a farmi uno spuntino — ho messo su 4 kg da quando, lo scorso 11 gennaio, ho smesso di fumare — e chi ti vedo dalla finestra avvicinarsi al maledetto tubo dello stendi-tappeti? Il bellissimo codirosso maschio che da qualche giorno frequenta il mio giardino. Resta fermo in volo come un colibrì con la testolina quasi infilata nel tubo per qualche secondo e poi, per fortuna, se ne torna sull’albero da dove era venuto.
Penso: è ora di tappare quel maledetto buco che porta a morte certa. Esco con mezzo metro di carta alluminio appallottolata intenzionato a usarla per ostruire l’accesso al tunnel della morte e quando faccio per inserire il tappabuco mi accorgo che i primi dieci centimetri di tubo sono coperti di cacca d’uccello secca:

tubo_uccelli

A questo punto non so davvero che fare. Potrebbe davvero essere che gli uccelli che frequentano quel tubo agiscano con cognizione di causa. Magari è un riparo che usano quando piove o che so io. Chi sono io per interferire col loro mondo (e proiettare paure umane su di loro)?

Leggo ora che codirosso e cinciallegra nidificano nelle cavità. Niente, ho deciso che il buco non si tappa.

tbt

Sto per comprarmi il mio primo smartphone, quindi ho fatto un po’ di pulizia sul vecchio cellulare.
Ho scaricato le foto e i video e mi sono trascritto tutti gli SMS ricevuti e salvati dal 2010 (75 in tutto) nonché, e qui ci colleghiamo al blog (per la precisone, a questo post), il contenuto della cartella “Bozze”, ovvero un paio di messaggi inviati che ci tenevo a conservare come ricordo di un momento e una serie di appunti — persone, luoghi, concetti da approfondire, ristoranti da provare, ecc. — e bozze di post (poi mai scritti).
Ormai l’avrete capito: ho deciso di condividere con voi il contenuto della cartella bozze, con l’aggiunta di data, categoria — appunti, bozze e SMS inviati — e link esplicativo o breve commento (non sempre).

03/04/10
Appunto
Controlla storia Margot Friedländer che torna a Berlino – Jüdische Allgemeine

28/04/10
Appunto
Weißensee, Treptow – Kunger-Kiez, Tempelhof – Fliegerviertel, Moabit – Westfälisches Viertel, Lichtenberg – Kaskel-Kiez, Wedding – Soldiner Kiez, Altstadt Köpenick
(Quartieri più richiesti nel 2010 secondo non so più che quotidiano o rivista)

14/08/10
Appunto
Wild Zero, zombie musical

26/08/10
Appunto
Kufi Flecht-K. o blühendes K.

26/10/10
Appunto
Michel Roux, Frolla e sfoglia, Guido Tommasi Editore

28/12/10
Bozza
Quello sguardo dei gay quando entri in un locale dedicato: cos’ha di così feroce? Mi dice: Chi sei? Complimenti! Cosa vuoi? Cosa credevi? Su, vediamo! Addio! Oppure è paura. Una gara a chi ha più paura

06/02/11
Appunto
Vahana, ispiratori animali La bussola d’oro?

06/02/11
Appunto
Shiva as linga

05/06/11
Bozza
Schämischlange
(Ovvero, la coda di chi si vergogna. Lo disse un tizio simpatico fuori dai cessi di una discoteca. La fila per il bagno dei maschi era divisa in due: da una parte quella più snella e veloce di chi intendeva usare i pisciatoi, dall’altra quella più lunga e lenta di quelli che volevano usare il water perché si vergognano a pisciare con della gente vicino. Questo tizio è arrivato sparato da dietro e mi ha chiesto non so più cosa, poi mi ha chiesto come mai la mia fila fosse così lenta e quando gliel’ho spiegato mi fa: “Ah, OK: questa è la Schämischlange”)

18/07/10
Bozza
Der Billigbestatter a Wilmersdorf: per chi vuole essere seppellito a Stahnsdorf. U Berliner Str. Wo Berlin so hässlich ist, dass es schmerzt.
(Trad.: Dove Berlino è così brutta da far male)

25/07/11
Appunto
Evz Lindenstr. Berlin Yogyakarta

06/11/11
Appunto
Zum Wiegenfeste das Allerbeste
(Augurio un po’ antiquato di buon compleanno. Mi sembra me l’abbia insegnato il collega B. Letteralmente: per la festa della culla, il meglio del meglio. E così abbiamo perso la rima. Potremmo dire: per la festa della culla, che non ti manchi nulla. Per la festa del girello, che il mondo sia più bello. Per la festa del succhiotto, che ti scoppi il canotto. Per la festa della tetta, un cammello e una cavalletta. Eccetera…)

24/12/11
Appunto
Willy, The Third Sex. Wolfgang Kemp, Foreign Affairs

08/01/12
Bozza
Instead of feeling good, I feel bad thinking I did it just to feel good

28/02/12
Bozza
Si sono aggiunti una Marie anti-atom con due giapponesi di Fukushima e una con un cane nel passeggino

28/02/12
Bozza
Il cane non può camminare. Ha avuto un ictus o un infarto (Schlaganfall) e un tizio si è offerto di fargli un massaggio reiki qui in piazza

28/02/12
Bozza
Hanno tirato fuori i manifesti e si sono aggiunti due nonni con la bandiera LGBT del sindacato Ver.Di

28/02/12
Bozza
Si sono aggiunti una decina di parlamentari, tra cui ovviamente Ströbele

16/06/12
Appunto
Fraktion: gruppo parlamentare (min. 5%)

05/07/12
Bozza
Roma perché ho bisogno di … Voglio vederre se posso tornare a vivere in Italia

19/07/12
Appunto
Marie Louise Fischer alias Dr. Vollmer: tipici pregiudizi del tempo. Martin Goldstein, alias Dr. Sommer: più liberale, team che risponde a tutti, dice che non si può curare. Foto di David Hamilton per illustrare caso di “stupro lesbico”. Tesi sul linguaggio dei giovani analizzando le lettere: sbagliato, perché le lettere vengono modificate dalla redazione. AIDS: metà ’84 ne parlavano tutti, Bravo aspetta un anno prima di parlarne. Chi ha succcesso non viene criticato. Libro Partys, Pop und Petting
(Appunti presi alla presentazione di un libro su come veniva trattato il tema omosessualità nella rivista giovanile tedesca Bravo)

21/10/12
Appunto
Mohacs
(Boh)

29/12/12
Appunto
Russell Means

30/12/12
Appunto
Impade, biscotti ebraici
(Mangiate a Venezia con MA. Un giorno di questi provo a farle, anche se la mia tolleranza al dolce è sempre più bassa, quindi non so se sia una buona idea… Va be’, vorrà dire che le porterò in ufficio o le regalerò)

31/12/12
Appunto
Un litro di scolo al giorno contro i brufoli
(Scolo: siero di latte)

17/02/13
Appunto
Schloss Ulrichshusen, Ludwigslust, Schwerin
(Finora ho visitato solo Schwerin, due volte)

29/06/13
SMS a Lupo
Sosta al Getränke Hoffmann di Ordensmeisterstraße. Non avevo capito che era il percorso che facevamo per tornare a casa da sud-ovest: al tempo odiavo questa strada, oggi mi pare molto bella🙂 Oggi giornata del passato

21/07/13
SMS a Lupo
Partiti in perfetto orario. Questa fa Berlino-Rotterdam, credo anche quella del ritorno. Alla fine anche Easyjet è inglese e copre tratte che non toccano la GB. Tutto bene, mangio carote
(Il mio primo viaggio in Olanda. Su corriera polacca. Mi era venuto un colpo della strega pochi giorni prima della partenza, ma la fisioterapista di Gneisenaustraße mi ha salvato con le sue manipolazioni e gli esercizi che mi ha insegnato. Il viaggio in corriera non è stato comodissimo, ma una volta arrivato ad Amsterdam ero pieno di energia, tanto che me la sono fatta a piedi dalla stazione di Amstel — arrivo alle quattro e mezza di mattina: c’è una foto tutta mossa della stazione datata 22/07/2013 04:37 — fino alla stazione centrale: ci ho messo due ore ma ce l’ho fatta. Da Centraal ho poi preso un treno per Haarlem, dove ho soggiornato per 5 notti)

22/07/13
Appunto
Deborah Moggach, Tulip Fever

24/07/13
SMS a Lupo, M. e MA
Cena da Friethoes a base di patate fritte grosse come il mio pisello e maionese fatta in casa, con frittarolo ventenne made by Bruce Weber

26/07/13
SMS a SS
Dopo aver visitato Hoorn, ho pensato bene di fare una scampagnata serale in bici fuori Haarlem. Ora sono tra le mucche e spero di riuscire a rientrare in città entro l’imbrunire

24/08/13
Appunto
Dzogchen evoluzione anziché rivoluzione

31/08/13
Appunto
Da visitare: il sarto senegalese Modou a Schöneberg. Sunu Mode. Mi faccio fare la camicia

07/09/13
Appunto
Aiyengar senza la prima a

13/09/13
Bozza
Entro … rincoglionito, prendo Spezi e faccio cadere … “Jetzt sind Sie wach”. Bambino in bici sulla Weser: “Kaputt!”

20/10/13
SMS a Lupo e M.
Dobbiamo provare questa nuova gelateria araba sulla Sonnenallee: Bab al hara
(Provata con Lupo e poi con MA. Fanno un gelato gommoso dal sapore di acqua di rose, ricoperto con granella di pistacchi o altre noci. Ho poi scoperto che in Turchia si chiama dondurma e che la consistenza gommosa è data da due ingredienti molto fighi: salep e mastic)

17/11/13
Bozza
Per un’esperienza death-like, nel bel mezzo di una cena tra amici accorgiti che la tua mano destra

15/12/13
Appunto
Wilhelm Leuschner, stele in Eisenbahnstr.
(È una stele commemorativa dedicata a un politico e sindacalista attivo nella resistenza antinazista, giustiziato a Plötzensee nel 1944. Mi aveva colpito in quanto presenza incongruente fuori dall’ingresso della Markthalle Neun, uno dei templi dei foodie berlinesi. Leggo ora che il monumento è stato realizzato in forma di stele e installato sul marciapiede perché il proprietario della casa al numero 5 di Eisenbahnstraße, ovvero dove si trovava la fabbrica usata da Leuschner come quartier generale dell’organizzazione sindacale clandestina da lui coordinata, ha rifiutato che venisse apposta una targa sulla facciata dell’edificio)

03/01/14
Appunto
Elda Lanza: le signore devono imparare a camminare da sole prima di poter camminare in due. Suor Paolina? Consulente di Pio … telefonò per chiedere di moderare i termini

14/01/14
Appunto
Marek van der Jagt, Monogaam

19/02/14
SMS
Porca paletta! Doveva essere l’incontro della coolness e della disillusione e invece ci siamo sciolti in una pozza d’amore. Nei prossimi giorni penserò a razionalizzare, sperando che non sia troppo crazy come processo

17/03/14
SMS a Lupo
Birra acida dal Pajottenland. Red Flanders Rodenbach Grand Cru. E zuppa del Suriname: soto soup

20/05/14
Appunto
Storia di un bellimbusto di Elio
(Me l’avevano venduta come una bellissima canzone)

22/05/14
Appunto
Bayard Rustin

29/05/14
Bozza o appunto
It takes a lot of rational thinking to get to this, it’s not freakish at all

12/07/14
SMS a Lupo
Demo: un sacco di bella gente. Sulla Kottbusser Damm un tizio incazzato nero ci ha detto “Scheißjuden” e un suo amico ha urlato una minaccia contro Israele: brutto segno
(Secondo pride delle persone con disabilità. Un’esperienza molto ma molto emozionante. Qui alcune foto delle edizioni 2013 e 2015)

27/07/14
Appunto
Birgit Dieker, scultura peli e sculture stoffe. Andrebbe d’accordo con quel canadese?

22/08/14
SMS a Lupo
Ottimo il drink di benvenuto: Lillet, acqua tonica, fragole, fette di cetriolo e foglie di menta

25/08/14
Appunto
Travis Jeppesen: carino col chiodo che ha fatto il reading dopo LaJohn Johnson

28/09/14
SMS a mammà
Quando andate a Mantova, fate un salto a San Benedetto Po. Ha una bella piazza

14/02/15
Appunto
Burger de Ville, Friedrichstr. Tommi’s Burger Joint. Volta, Brunnenstr. To beef or not to beef. Hanage: giapponese Raumerstr. House of small wonder
(Più o meno una settimana dopo essermi segnato questi quattro hamburgherari, ho pensato: “Basta però! Non se ne può più di hamburgherari in questa città”. Alla fine ho provato solo Tommi’s Burger Joint — loro simpatici, ma ho mangiato hamburger migliori — e solo perché mi ci hanno portato Lupo e M. una sera che stavamo lavorando a Mitte)

27/03/15
Appunto
Another merrymaker
(“Un altro mattacchione”, detto di un personaggio per niente merry da un personaggio altrettanto cupo di questo film magmatico di Guy Maddin del quale avevo molto amato My Winnipeg. Non sono riuscito a guardarlo fino alla fine, soprattutto per la scomodità del cinema, che era allestito in un cantiere con casse da birra come sedie)

18/04/15
Bozza
Boschetti ordinatissimi e inospitali attorno alle uscite di Porpetto e San Giorgio di Nogaro

13/06/15
SMS a Lupo
Mi sono straperso a ovest di Müncheberg ma poi mi sono ritrovato (avevo fatto un cerchio) e ora mi appresto a tagliare il Rotes Luch tornando verso Garzau

13/06/15
SMS a Lupo
Tranquillo, sì. Sono a Werder, sotto Garzau

18/06/15
Appunto
Neuromarketing
(Ne ha parlato questa svizzera francese amica di L. quella sera al Südblock. Avrei voluto segnarmi anche i ristoranti persiani consigliati dalla ragazza di M. ma a quel punto della serata il mio cervello era totalmente fuori uso per eccesso di informazioni: Madonna, quanto parla la gente!)

12/07/15
Appunto
Doktor Aibolit, edizione Peter Abraham e Karl Schrader
(E qui, sotto “vollständige Online-Version der Serie”, potete ammirare le bellissime illustrazioni di Karl Schrader. Raccolgo sempre gli spunti che trovo in giro per arricchire il libro illustrato sulla mia vita berlinese che sto preparando per il mio secondo nipotino. L’altro giorno, per esempio, mi sono salvato questo reportage illustrato di un viaggio in Giappone di Edward Steed. Mi piace molto questo modo di abbozzare una scena o un paesaggio con pochi tratti e qualche tocco di colore. Uno bravissimo a fare questa cosa è Sebastian Lörscher in Making Friends in Bangalore)

13/08/15
Bozza
Cacciatrice d’uomini. Li sposa, li spolpa e poi gli spara

19/08/15
Bozza
Evita il più possibile dolci e carboidrati e fa due pasti al giorno: colazione e cena
(Trattasi del mio nuovo compagno di tandem: il pediatra in pensione di Pankow, ovvero PiPP, che sta studiando l’italiano e vuole fare pratica con un madrelingua)

21/08/15
Appunto
Ambrosia

07/09/15
Appunto
Marco Brosolo: autore di Albero, DJ friulano a Berlino e fondatore di Moving silence

28/09/15
Appunto
Andrea Ciampani, storico Chiesa italiana

05/10/15
Appunto
Yishay Garbasz, artista citata da Heather Cassils

Autosprovvisti berlinesi

L’altro giorno dicevo a qualcuno — la mia memoria in questo momento non sa ricostruire chi fosse questo qualcuno: vedo solo una terrazza, una sigaretta e una luce intensa — che praticamente nessuno tra i miei amici e conoscenti berlinesi possiede una macchina (mi viene in mente solo una persona), mentre in Italia tutti i miei parenti, amici e conoscenti hanno una macchina.
E oggi ho letto questo — via Il Mitte.

Wrangelstraße

L’altra sera, per ingannare un’attesa che poi si è conclusa con un nulla di fatto freddo e bagnato, mi sono concesso una passeggiata molto lenta lungo la Wrangelstraße tra Skalitzer Straße e Taborstraße, prima da un lato poi dall’altro, facendo attenzione a quello che mi stava attorno, non come quando ci passo di fretta per andare a pranzo da questo amico che abita lì.
Beh, devo dire che continua a piacermi molto quella strada (ne avevo parlato qui), malgrado i continui intasamenti di furgoni che sostano in doppia fila per caricare e scaricare merce per i vari negozi e ristoranti. E l’altra sera ho appunto notato quanto è bella la varietà di negozi di Wrangelstraße: c’è il pescivendolo, il riparatore di computer, due sarti, un barbiere di poche pretese e altri due più sofisticati, il rivenditore di cibo per cani con veterinaria alternativa in subaffitto, una copisteria, un’enoteca, due fruttivendoli, un calzolaio, tre negozi di dischi, due farmacie, una compravendita di CD, videogiochi e DVD, tre panifici, di cui uno artigianale, tre piccoli supermercati, di cui uno biologico, un negozio arabo di semi e frutta secca, tre o quattro späti*, di cui uno con reparto cartoleria e sportello spedizioni Deutsche Post/DHL, una cartoleria vera e propria con reparto giochi per bambini (o genitori) nerd, un negozio di ferramenta e cilum, tre negozi di abbigliamento un po’ così (diciamo: non conformista), due negozi di articoli per la casa a poco prezzo (“cineserie”, direbbero alcuni), un negozio di giocattoli e stronzate, un negozio di cianfrusaglie e diversi bar e ristoranti più o meno informali. Tra l’altro esistono ancora sia il Sofia sia il centro ricreativo turco di cui parlavo in quel post linkato qui sopra.
Una strada con un’offerta commerciale così varia è rara, ho pensato. Prendi la mia Weserstraße, per esempio: è molto più monotona, quasi solo kneipe e ristoranti. O quelle stradacce tutte uguali in tutta la Germania, con le solite catene: H&M, Karstadt, Thalia, ecc.

* Ne ho già parlato, ma lo rispiego per chi non ci legge regolarmente. Gli Späti sono minimarket di quartiere aperti fino a tardi. Un po’ come i corner shop inglesi. Immaginatevi le nostre tabaccherie ma con l’aggiunta di un’edicola dall’offerta ridotta e una più o meno estesa rivendita di bevande (anche alcoliche), junk food confezionato e generi alimentari di emergenza: latte a lunga conservazione, zucchero, ecc. Fino a qualche mese fa erano aperti anche la domenica, in barba alla legge, ma ultimamente gli Ordnungsamt dei vari distretti devono aver intensificato i controlli perché moltissimi späti non si fidano più a tenere aperto la domenica. È partita una petizione, ovviamente: gli späti sono molto amati dalla gente del quartiere e molto frequentati, soprattutto la sera e nel weekend.

Are we square?

Torno a lavorare per l’agenzia che non mi chiamava da quasi un anno. Parte la terza fase del progetto iniziato nel 2013. Per i prossimi tre mesi circa trascorrerò un ventina di ore alla settimana nel loro ufficio.

Ritrovo la francese, che d’ora in poi chiameremo la Dama Nera, ed entro subito a far parte della gang che ha messo su con lo storico brandeburghese e il tedesco disabile, ai quali ho deciso di affibiare rispettivamente gli pseudonimi di Doria e Cybo. In realtà per ora sono semplicemente il loro protégé.
La Dama Nera e Cybo passano molto tempo a punzecchiarsi. Cybo e Doria, che hanno mansioni molto simili in ufficio, sono riusciti a trovare un equilibrio quasi perfetto fatto di collaborazione concertata e compensazione reciproca. Una cosa al limite dell’amicizia. Doria e la Dama Nera si punzecchiano con moderazione e hanno un rapporto meno paritario, più di assistente e assistita.
Doria è molto sorridente e sembra un po’ più sereno rispetto a un anno fa. La sua magrezza nervosa, le contrazioni dei muscoli mandibolari, certi sguardi accigliati e certi sbuffi mi fanno pensare che sotto sotto sia ancora molto tormentato. La sua headline su Skype è sempre “Which wolf will win? The one you feed”. Viene da qui. Secondo me la cattiveria del suo lupo cattivo è più malinconica che altro, ovvero aggressiva più verso l’interno che l’esterno. Comunque sia, credo di poter dire che gli sto simpatico (in questo post non ne ero poi così sicuro).

Le novità più significative in ufficio sono di natura alimentare: il caffè in cucina è ora gratuito e all’ingresso ci sono due ceste di frutta e verdura fresche a disposizione di tutti. “Wow, frutta e verdura gratuite come da Zalando”, è stato il mio commento.
“Sì, ora vediamo quando arriverà il tavolo da ping-pong”, ha ribattuto la Dama Nera.

Fuori dall’ufficio invece la novità più significativa è triste: il bellissimo verde bottiglia scrostato qua e là della casa di fronte è stato sostituito da un colore della famiglia dei bianchi sporchi.

fu_verde

Come vedete, c’è chi non ha apprezzato e ha sfregiato la nuova facciata con della vernice nera. Succede spesso in città, soprattutto nei quartieri come Kreuzberg 36 ad alta concentrazione di nostalgici, secondo i quali era meglio prima, e di attivisti anti-gentrification, secondo i quali ogni ristrutturazione porta a un aumento degli affitti e di conseguenza all’allontanamento delle fasce meno abbienti, costrette a trasferirsi sempre più lontano dal centro, fuori dall’anello della S-Bahn e oltre. Torto non hanno.

Ma torniamo all’ufficio. Il pool traduttori che lavorano a questo progetto si espanderà da circa 7 a 15 lingue, con un solo povero traduttore per lingua (più un esterno addetto alle correzioni). Non come all’inizio, quando i progetti erano tanti e avevamo team da 5-7 persone.
La traduttrice inglese gioviale e addirittura più trasandata di me verrà sostituita dal fratello (bono) del suo fidanzato, il quale, ho scoperto facendo una veloce ricerca con Google, ha scritto un romanzo su Berlino con un titolo che fa pensare che si sia documentato bene.
Nota dolente che più dolente non si può: è sparita del tutto la complicità col mio “adorato collega B.”. Non so perché. Avrò esagerato con le chiacchiere via Skype durante l’ultimo noiosissimo mese di lavoro l’anno scorso? Se la sarà presa per quella volta che ho parlato male della capa del personale, che lui in quell’occasione difese a spada tratta? Sarà colpa di Facebook? Sì, forse era meglio non diventare amici su Facebook.

Ma torniamo all’esterno. Vi ho mai detto che l’edificio che ospita l’agenzia agli inizi del Noveccento era una fabbrica di grammofoni e dischi?

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Oggi vi hanno sede varie aziende, più o meno piccole, più o meno creative. Tutto terziario comunque. Nel blocco dove lavoro io è la moda a farla da padrone: roba di distribuzione e PR. E la moda ha tanto spadroneggiato in mia assenza che dove prima, al piano terra, c’erano una vetreria e una scuola di cinema ora c’è un enorme showroom abitato da manichini.

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